L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato il suo rapporto sulla situazione delle persone disabili nel mondo. Con il contributo di 370 studiosi e 74 paesi, il rapporto fornisce un'immagine completa delle condizioni di vita dei disabili.
È sconfortante rendersi conto che più di un miliardo di persone nel mondo, che vive con una qualche forma di disabilità, incontra difficoltà di vario livello nella propria vita quotidiana: dalle barriere architettoniche ai pregiudizi culturali, dalla mancanza di servizi sanitari ad hoc al non accesso alle nuove tecnologie. Secondo le stime, il numero dei disabili è pari al 15% dell'intera popolazione mondiale, ossia è aumentata di 5 punti percentuali rispetto a quarant'anni fa. Questo aumento, non dipende solo dalle condizioni di salute della popolazione, ma anche dall'invecchiamento demografico mondiale e dalle peculiari caratteristiche di ciascun paese (si pensi ai disastri naturali, o al consumo di sostanze stupefacenti). In particolare, il rapporto evidenzia che la disabilità è più comune tra donne e anziani e si diffonde più facilmente tra i paesi a basso reddito.
È d'obbligo per noi, portavoci dei cittadini, facilitare il più possibile l'integrazione di gente disabile nel mondo del lavoro e nel più vasto network sociale. Dobbiamo continuare, infatti, a migliorare la sensibilità pubblica nei confronti delle tematiche sui disabili, per fare in modo che qualsiasi strategia nazionale possa essere efficientemente realizzata. Per poter procedere in questo senso, è necessaria una corretta raccolta dati che rafforzi queste politiche e la ricerca stessa. Il rapporto è una spinta in più a non fermarsi e raggiungere questi obiettivi, come anche la relazione Kosa sulla strategia di integrazione dei disabili approvata dal Parlamento Europeo, che ricorda che le persone che hanno una disabilità sono spesso capaci di una forza di volontà largamente superiore alla media.

Il primo rapporto mondiale sulla disabilità