I risultati del Rapporto EU Zoo Inquiry 2011 curato dalla BFF (Born Free Fondation) rivela il fallimento della Direttiva 1999/22/CE relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici o bioparchi.
La direttiva è stata introdotta in Europa per regolare la gestione degli animali presenti negli zoo (habitat adeguati, alti standard di allevamento, formazione del personale), regolando la concessione di licenze, facendo ispezioni e promuovendo la conservazione della biodiversità per tutelare e conservare le specie selvatiche e programmando strategie di prevenzione e cura veterinaria.
Tuttavia, la direttiva non è stata applicata interamente e oggi la maggior parte degli zoo in tutta l'Unione europea non è a norma e non rispetta questi requisiti obbligatori. Se da un lato, infatti, la regolamentazione della materia è di competenza degli Stati membri, dall'altro i requisiti stessi della direttiva risultano ambigui al punto da non permettere agli stati di uniformarsi a questi standard. Così oggi le leggi nazionali mancano di disposizioni dettagliate in materia di conservazione della biodiversità, in linea con l'art. 9 della convenzione sulla diversità biologica, o di adeguate attività scientifiche. Così le norme relative al benessere degli animali sono risultate insufficienti così come lo sono anche l'orientamento e la formazione che ogni singolo stato membro avrebbe dovuto ricevere per adottare pienamente le disposizioni della Direttiva
Intanto, però, gli animali negli zoo continuano a subire violenze di tipo fisico e morale, al punto tale da diventare pericolosi non solo per il personale, ma addirittura per gli stessi visitatori. E in questi casi, vale la pena di visitare uno zoo?

EU Zoo Inquiry 2011