“L’ostruzionismo svizzero rispetto agli accordi bilaterali con i Paesi dell’Unione Europea, per una imposizione fiscale dei capitali esportati nella Confederazione, rende ancor più evidente l’attitudine di connivenza che la nazione elvetica ha nei confronti degli evasori fiscali”. Lo ha detto Niccolò Rinaldi, eurodeputato e capodelegazione di Italia dei Valori al Parlamento Europeo. “Davanti agli accordi fiscali raggiunti con Germania e Gran Bretagna, Berna chiede un approccio equilibrato per gli interessi di entrambi le parti, ovvero fa orecchie da mercante e cerca di dilazionare gli accordi tirando in ballo le molte altre questioni irrisolte della cooperazione bilaterale UE/Svizzera: dalle quote di emissioni Co2 al programma Galileo per la navigazione satellitare. Un atteggiamento tanto più preoccupante se pensiamo che in Italia si registra un aumento dell’esportazione di capitali in Svizzera per evitare le nuove misure anti-evasione annunciate fiscale del governo”. “Intanto – ha continuato Rinaldi - Gran Bretagna e Germania sono riuscite a siglare un accordo con la Svizzera, ma non si può risolvere tutto solo se si è un grande Paese: come già chiesto da Italia dei Valori, occorre che la materia della tassazione dei capitali UE trasferiti in Svizzera diventi un’azione comunitaria. Solo in questo modo si avrà la forza necessaria per vincere le reticenze di un Paese che antepone interessi egoistici a principi di trasparenza ed equità. Quanto sta avvenendo con la Svizzera è per l'Europa una lezione: per far sentire la propria voce occorre essere uniti, dotarsi di una politica fiscale e di bilancio di tipo federale, altrimenti non si può vincere la difficile battaglia contro l’esportazione di capitali nei paradisi fiscali”.
