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Sanità: Un regolamento UE sull'ossigenoterapia

"La Commissione Europea si impegna a monitorare gli sviluppi futuri in materia di ricarica dei moduli portatili per l'ossigenoterapia. Migliaia di cittadini europei affetti da patologie respiratorie sono costretti ogni giorno a rimanere nella propria residenza, senza la possibilità di potersi muovere anche solo per attività ricreative, perché in qualsiasi ospedale o farmacia in loco o nel resto del territorio europeo non è quasi mai possibile ricaricare i moduli portatili di ossigenoterapia (stroller). Il motivo, infatti, è che gli attacchi per la ricarica quasi sempre non sono gli stessi". Lo ha detto il capodelegazione Idv all'europarlamento Niccolò Rinaldi.

"Il Commissario europeo per la Salute John Dalli, sottolineando l'importanza della questione per la qualità della vita dei pazienti, ha ribadito come la Commissione abbia invitato il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) a verificare che la questione della connettività sia stata debitamente ed esaurientemente affrontata nelle norme vigenti. Sarebbe auspicabile - ha evidenziato Rinaldi - introdurre in tutta l'Unione Europea materiali che abbiano caratteristiche tecniche uguali e compatibili per la ricarica degli stroller, in modo da permettere finalmente ai pazienti europei in ossigenoterapia di potersi muovere liberamente. Allo stesso tempo, i centri europei dovrebbero essere tenuti ad avere nei reparti di Pronto soccorso o di Pneumologia, 24 ore su 24, almeno una bombola fissa di ossigeno per la ricarica di dispositivi stroller di qualsiasi nazionalità".

"I finanziamenti per il conseguimento di questi obiettivi - ha continuato il capodelegazione Idv - potrebbero essere ripartiti fra gli Stati in base alla consistenza numerica dei pazienti in ossigenoterapia assistiti nelle singole regioni e alla popolazione residente. In questo modo, gli stroller per la ossigenoterapia deambulatoria continua potranno costituire il primo vero supporto attorno al paziente e alla sua famiglia, attraverso un'irrinunciabile rete di sostegno nel rispetto dei principi della carta dei diritti umani e del paziente, quale è il diritto a respirare. Si supererebbero così le barriere temporali e tecniche che hanno finora impedito la ricarica delle unità mobili e una migliore qualità della vita di questi pazienti. Appare necessario un regolamento che uniformi in Europa gli allacciamenti dei moduli di respirazione, al fine di rendere omogeneo in tutti gli Stati l'attacco di qualsiasi tipo di portatile di ossigeno liquido a qualsiasi tipo di contenitore criogenico di base".