"Eurostat ha appena pubblicato un dato che vale più della conclusione di un summit o dell'aumento degli spread: la coesione europea é fortemente minacciata dal divario del PIL tra Stati membri che nel 2010 é diventato vertiginoso, delineando uno scenario di due Europa ben più inquietante dell'Europa a due velocità a livello istituzionale”. E' l'allarme lanciato dal capodelegazione Idv al Parlamento europeo Niccolò Rinaldi, che osserva: “Così i Paesi più ricchi diventano più ricchi e quelli più poveri sempre più poveri, alla faccia di anni di politiche, e fondi, per la coesione territoriale. Si legge infatti in questi ultimi dati - spiega Rinaldi - che il Lussemburgo ha un PIL due volte e mezzo più alto della media dei 27 Paesi, mentre Romania e Bulgaria non arrivano nemmeno alla metà, contribuendo ad abbassare il livello europeo e quindi a permettere all'Italia di assestarsi sulla media. Di fatto la variazione del PIL tra gli Stati membri é impressionante, passando dal 44% al 271%. Non diverse sono le rilevazioni per i consumi”.
Secondo l'europarlamentare, “si tratta di un'ulteriore emergenza per il processo di costruzione europea, perché non solo una moneta comune, ma neanche un mercato interno può essere a lungo sostenibile se la dinamica allontana anziché avvicinare i livelli di vita e il reddito pro capite. Urge dunque aggiornare, come ho proposto al Presidente Barroso, i criteri di convergenza europea, oggi limitati al rigore di bilancio e al controllo dell'inflazione, inserendo parametri che obblighino gli Stati membri a investire in politiche sociali e di formazione, e a lottare contro evasione e corruzione”.
