“La protesta e gli scontri degli studenti vengono da lontano e non sono legati al governo Monti, anche se il nuovo esecutivo dovrà con urgenza affrontare il disagio giovanile e il profondo stato di frustrazione di scuole e università italiane”. A dirlo il capodelegazione Idv al Parlamento europeo, Niccoló Rinaldi, che osserva: “La violenza é sempre stata la strada peggiore ma la partecipazione, anche manifestando in strada, e' il sangue vitale della democrazia contro i disastri dell'epoca Berlusconi. Bisogna investire nella filiera conoscenza, scuola, università, ricerca e cultura: settori in cui il nostro tasso d'investimenti si colloca agli ultimi posti nell'Ue”. “L'investimento sul sapere – ha aggiunto Rinaldi -, invece, aiuta la coesione sociale e rappresenta il primo passo per la crescita. Apprezziamo la disponibilità all'ascolto espressa dal neoministro Profumo, che dovrá peró trasformarsi anche in condivisione della profonda sofferenza che proviene dal mondo giovanile e dal corpo docenti. L'Europa da tempo ha pubblicato una serie di buone pratiche per gli Stati membri e disposto strategie di politica 2020 che, peró, a Roma forse nessuno ha ancora letto. Chissá che questa non sia la volta buona”, conclude il capodelegazione Idv.
