“Lo stop da parte del governo al Piano casa di Roma è una buona notizia. Vorremmo che fosse una scelta di cultura e di consapevolezza del valore ambientale e della qualità urbana, e non la conseguenza di una contesa interna di una maggioranza in decomposizione. Vedremo se i ministri Prestigiacomo e Galan sapranno smentirci”. Lo ha detto Niccolò Rinaldi, eurodeputato e capodelegazione di Italia dei Valori al Parlamento Europeo. “Il Presidente della Regione Lazio Polverini e il Sindaco di Roma Alemanno si sono ritrovati insieme, per una volta, contro il governo della loro maggioranza che ha bloccato il progetto. Addirittura dieci assessori regionali del Pdl laziale hanno rimesso le deleghe alla Polverini in segno di protesta contro la decisione presa dal consiglio dei ministri. Forse agli esponenti del centrodestra non è chiaro che i vincoli ambientali possono avere anche una rilevanza europea, che il governo vede ristretti i suoi margini d’azione proprio dai parametri dell’UE e vuole evitare di aggiungere l’ennesima “perla” alla già lunga lista delle infrazioni segnalate. E forse – ha continuato Rinaldi - al governatore e al primo cittadino non è chiaro neppure che c’è aria di elezioni e che la politica dei palazzinari per una certa classe dirigente serve a fare cassa, ma non sempre crea sempre consenso elettorale. Anzi”. Insomma, conclude Rinaldi, “è evidente che la maggioranza non tiene più da tempo: questa lotta tra bande che loro stessi hanno contribuito a innescare con il reciproco malgoverno laziale e capitolino e travolge le protezioni politiche di cui pensavano di contare ne è la più evidente dimostrazione”.
