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Shalit: Accordo è lezione per dogmatici. Ora serve punto di incontro complessivo

"L'accordo tra Governo israeliano e Hamas per lo scambio di prigionieri per molti aspetti lascia dell'amaro in bocca: disumano il trattamento inflitto al caporale Shalit in questi anni, scambio tutt'altro che alla pari dato l'alto numero di terroristi palestinesi nuovamente liberi, irrisolto il dramma delle migliaia di progionieri palestinesi nelle carceri israeliane, molti dei quali minorenni ma trattati come adulti, molti altri detenuti senza un processo". A dirlo è l'europarlamentare Idv Niccolò Rinaldi, membro della Commissione Diritti umani al Parlamento europeo.
"Tuttavia questo scambio rappresenta la sola vera buona notizia da tempo che arriva dalla regione, e non solo per la famiglia di Shalit che ho incontrato tre volte riconoscendone la determinazione di genitori le cui ragioni andavano oltre la ragion di Stato. E' la riprova - ha aggiunto Rinaldi - di quanti hanno sempre negato: seppure tra mille contraddizioni le parti, compresa Hamas, devono e possono trovare un punto d'incontro e compiere un passo verso un accordo globale. Per una volta ha prevalso in principio di realtà: Shalit era prigioniero e andava liberato, Hamas lo deteneva e non si poteva ignorarla, Israele è uno Stato la cui esistenza è innegabile. Così con questo scambio si è consumata una lezione per tutti i dogmatici dei due campi, che antepongono i loro approcci ideologici al confronto con il terreno, per difficile che esso sia".