"L'imposizione europea di dazi all'importazione è una misura di difesa contro un attacco commerciale e non un diniego al libero scambio. Serve a mettere fine a una concorrenza sleale e a importazioni in dumping che pregiudicano fortemente un certo settore produttivo europeo". Così il capo delegazione dell'Italia dei Valori al Parlamento europeo, Niccolò Rinaldi, ricorda la proposta di regolamento avanzata lo scorso 15 settembre dall'Ue sulle misure anti dumping nei confronti dell'importazione di piastrelle di ceramica Made in China. Regolamento che rimarrà in vigore fino al 2016. "Dal 2003 a oggi, - spiega l'esponente IdV - le importazioni cinesi di piastrelle di ceramica lowcost sono aumentate del 950%, pari cioè al 6,5% del consumo annuo nei 27 paesi comunitari e hanno causato la perdita di 15 mila posti di lavoro. Ovviamente il provvedimento preso dall'Ue non piace alla Cina, che continua a rivendicare il rispetto delle regole dell'organizzazione Mondiale del Commercio. Bisognerebbe però ricordare alla Cina che quando le aziende europee vogliono esportare piastrelle sul suo mercato devono richiedere, all'agenzia cinese preposta al controllo, un certificato - il China Compulsory Certificate - che viene rilasciato solo dopo delle lunghe ed estenuanti ispezioni e dei test sul prodotto da importare". "In un momento in cui la crisi tocca livelli elevatissimi è più che giusto che l'Ue protegga le proprie produzioni da comportamenti di commercio sleali. Nel caso specifico delle piastrelle cinesi - conclude Rinaldi - non ci resta che vigilare i flussi d'importazione affinché questi dazi non vengano illegalmente trasgrediti".
