Al termine di un pranzo di lavoro con Mahmoud Gebril Elwarfally, Capo del Comitato di Crisi del Consiglio Nazionale di Transizione Libico e Ali Zeidan, coordinatore dell Libyan Human Right Network, gli europarlamentari dell'Italia dei Valori Niccolò Rinaldi, capo-delegazione IdV e vice-presidente del gruppo ADLE, e Sonia Alfano, coordinatrice delle politiche euro-mediterranee del gruppo ADLE, hanno manifestato il loro sostegno alle richieste delle autorità libiche democratiche, Consiglio Libico. "Le priorità indicate sono chiare, e meritano l'appoggio rapido dell'Europa, a cominciare dall'imposizione di una no-fly zone, per la quale occorre fare in fretta e appoggiare gli sforzi in corso da parte britannica e francese in seno al Consiglio di Sicurezza. Inoltre l'Occidente deve fornire tecnologia avanzata che permetta di bloccare le telecomunicazioni militari di Gheddaffi, mentre allo stato attuale un intervento militare di terra e su larga scala non né consigliabile né necessario se le altre misure d'intervento saranno attuate rapidamente. L'Europa ha dunque tutto il dovere morale e anche l'interesse di venire in soccorso rapidamente al Consiglio di Transizione, anche attraverso un suo opportuno riconoscimento ufficiale".
La visita dei due esponenti, invitati dal Liberal-Democratici europei a Strasburgo rappresenta un segno chiaro di come le nuove forze libiche guardino all'Europa come a un sostengo indispensabile, come naturale che sia trattandosi di una battaglia per sbarazzarsi di un sanguinoso dittatore e per affermare la democrazia. "Ci hanno detto che il morale della popolazione sia alto nonostante i tanti lutti dovuti all'appoggio ancora dato a Ghedaffi da parte di una guardia pretoriana stimata a circa 1.500 effettivi a oltre 10.000 mercenari africani, pagati anche centinaia di dollari al giorno. Il continuo tergiversare da parte europea deve finire subito, - concludono gli esponenti IdV - accogliendo le richieste del Consiglio di Transizione anche per stabilire un precedente che eviti che altri dittatori contestati spargano il sangue della popolazione civile".
