"Abbiamo bisogno di norme europee sulla marcatura d'origine per mettere un po' d'ordine nella cacofonia crescente del mercato globale per dare maggiore chiarezza al consumatore e al produttore." Lo ha dichiarato ieri Niccolò Rinaldi, capodelegazione dell'Italia dei Valori al Parlamento europeo, durante il suo intervento in aula al dibattito sulla relazione Manders per la "Denominazione dei prodotti tessili e relativa etichettatura", che verrà votato oggi.
Di fatto, spiega Rinaldi, come relatore ombra del gruppo liberaldemocratico sulla questione della marcatura d'origine obbligatoria in commissione per il commercio internazionale, "nel mercato globale, nel quale ci muoviamo, abbiamo una regolamentazione per la marcatura di origine obbligatoria negli Stati Uniti, in Cina, in Australia, in Messico, in Giappone e in molti altri paesi, il che crea un'asimmetria che condiziona in modo pesante sia i produttori sia i consumatori del nostro continente, con delle anomalie che devono essere corrette. Questo è tanto più vero per quanto riguarda i prodotti tessili, che hanno un problema di sicurezza, ma che hanno anche una suggestione per quello che riguarda l'origine, quasi una sorta di poetica dell'origine, che è particolarmente significativa."
"Oggi ci muoviamo in una situazione di nebbia, nel senso che abbiamo prodotti sui quali la marcatura di origine è inclusa perché fa comodo al produttore, altre volte non è inclusa perché non fa comodo, altre volte è inclusa ma su regolamenti che sono di altri paesi, perché il prodotto è esportato anche negli Stati Uniti e in Giappone e allora si pensa anche a quei mercati. Abbiamo bisogno quindi - conclude l'europarlamentare IdV - di norme europee in proposito."
