"Recentemente Antonio Di Pietro è stato sbattuto sulla copertina di Panorama perché accusato di andare in Bulgaria a frequentare mafiosi e terroristi - né più né meno, a due giorni dal voto. Poi si scopre che era a cena con un leader liberal-democratico, o che stringeva la mano a un primo ministro. Oggi il nostro stupore per l'articolo del Giornale che indica in Luigi De Magistris l'istigatore di un'interrogazione del gruppo ADLE a proposito delle accuse alla Chiesa cattolica per i gravissimi episodi di pedofilia che tanto scandalo hanno suscitato nel mondo, è temperato solo dalla rassegnazione che certa stampa italiana non si smentisce mai ed è la peggiore ambasciatrice di se stessa all'estero." Lo dichiara in una nota il capo delegazione dell'Italia dei Valori al Parlamento europeo, Niccolò Rinaldi, in risposta ad un articolo di oggi de Il Giornale che riporta che l'europarlamentare "Luigi De Magistris orchestra il girotondo anti Papa al Parlamento europeo L’ex pm, deputato Idv a Strasburgo, ispira un’interrogazione che chiama in causa le gerarchie vaticane sul caso pedofilia".
"Nel merito della questione, - spiega Rinaldi - l'articolo riporta un incredibile numero di falsità: il gruppo liberal-democratico non ha ancora presentato alcuna interrogazione sulla pedofilia, la quale, tanto meno, verrà discussa alla conferenza dei presidenti di oggi, né sarà dunque iscritta alla prossima sessione. Esiste invece un progetto d'interrogazione i cui autori sono deputati di alcuni paesi del nord Europa e che ha raccolto un certo numero di firme iniziali; tuttavia non quella di Luigi De Magistris, che al Parlamento Europeo occupa la presidenza della commissione per il controllo dei bilanci, il quale è tanto meno l'ispiratore di una tale iniziativa; anzi, egli non è neppure presente alla sessione plenaria in corso - ibrida poiché eccezionalmente sprovvista di voti - perché come tanti è stato impossibilitato dal raggiungere Strasburgo. Proprio per l'assenza di numerosi parlamentari, lo stesso dibattito in seno al gruppo liberal-democratico è stato ovviamente aggiornato a maggio; solo allora si saprà il testo e i firmatari di una possibile interrogazione che per altro non farebbe altro che sollevare in sede istituzionale un dibattito presente in tutta Europa e caro a milioni di cittadini e di fedeli. Chissà - conclude l'eurodeputato IdV - se Il Giornale rettificherà, per la premura di offrire ai suoi lettori un'informazione corretta."
