"Due anni dopo le violenze in Tibet, è chiaro che la Cina non ha alcuna intenzione di dialogare con il popolo tibetano e anzi in questa lotta tra Davide e Golia prosegue la discriminazione politica ed economica e l'alterazione degli equilibri demografici nella regione. Un patrimonio culturale e spirituale dell'umanità si sta disperdendo, e se permetteremo questo genocidio culturale, dovremo essere pronti ad accettane molti altri." Lo ha dichiarato ieri, Niccolò Rinaldi, europarlamentare dell'Italia dei Valori, a nome del Gruppo dell'Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa, nel suo intervento al dibattito del Parlamento europeo sulla "situazione in Tibet"
"I cinesi - chiede Rinaldi - dovrebbero accettare il mondo tibetano per quello che è come hanno accettato la specificità di Hong Kong con un paese con due sistemi, accettino di avere un paese con tre sistemi," ed esorta la Signora Ashton - Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione europea - ad "incoraggiare – come ha fatto la collega del partito popolare – la creazione del coordinatore UE per i problemi tibetani, per non tradire le aspettative dei cittadini europei che hanno dimostrato in tanti modi il loro affetto alla causa tibetana."
"Questa - conclude l'eurodeputato Idv - è una battaglia di libertà che tocca anche l'identità del nostro continente e quando si tratterà di rinnovare o meno l'embargo alle armi cinesi, credo che dovremo tener conto anche di questo."
