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Costi pubblici della Camera di Commercio

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Costi pubblici della Camera di Commercio
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In tempi di austerità e di tagli di costi pubblici non sostenibili è curioso che non si discuta su una particolare potestà impositiva, quella del Diritto Annuale dovuto alle Camere di Commercio, che grava sulle imprese italiane per almeno un miliardo di Euro all’anno (dati ISTAT), nella misura compresa tra un minimo di €88,00 ad un massimo di €48.000,00 (ma fino al 2007 è stato anche quasi doppio). Una potestà impositiva a cui non corrisponde un vero controllo parlamentare o di altro organo rappresentativo, come richiederebbe il principio “no taxation without representation”, e dove lo stesso rispetto della riserva di legge in materia tributaria appare dubbio.

Per legge e giurisprudenza il diritto annuale è a tutti gli effetti un “tributo”, con competenza del giudice tributario nel caso di controversie. Si sostiene che il Diritto Annuale non sarebbe riconducibile all’autonomia impositiva delle Camere di Commercio e che a loro ne sarebbe solo attribuita la riscossione della prestazione patrimoniale. Ma questa asserzione – sorta di excusatio non petita - non resiste davanti alla semplice contro-osservazione (a cui neanche dirigenti del mondo camerale con responsabilità in materia mi hanno saputo dare risposta) che:

1. Vi è già un’esplicita deroga alla riserva di legge per l’imposizione tributaria e previsione di potestà impositiva ”per il cofinanziamento di iniziative aventi per scopo l'aumento della produzione e il miglioramento delle condizioni economiche della circoscrizione territoriale di competenza, le Camere di Commercio (...) possono aumentare per gli esercizi di riferimento la misura del diritto annuale fino a un massimo del 20 per cento". Non è questione di lana caprina: chi giudica se le iniziative rispondono allo scopo? E se il cofinanziamento totale è di mille Euro, la Camera può aumentare i Diritti del 20%? Chi ha potestà di controllo? Nessuno temo, poiché non esiste un proprio perché stiamo nel campo dell’autonomia impositiva che si voleva negare.