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Povertà urbana, quando diremo basta?

Oggi al Parlamento europeo di Bruxelles organizzo, in collaborazione con Eurodiaconia e FEANTSA un seminario su "Cittadinanza europea, libertà di circolazione e senza tetto" per affrontare il tema della povertà urbana.

Nel suo costante richiamo a un rigore di bilancio, l’Europa, oltre a chiedere il controllo dei conti ai Paesi membri che hanno male amministrato le loro risorse, deve diventare sempre più attenta nella denuncia e nella soluzione della crescente e preoccupante esclusione sociale. Seppur la lotta contro la povertà urbana spetti ai singoli Stati Membri, e non sia compito delle Istituzioni europee, l'Europa infatti non può sottrarsi a un dovere d'indirizzo, e anche di legislazione quadro, in un periodo storico in cui il fenomeno della povertà urbana, ormai, tocca anche chi pensava di non ritrovarsi mai in una mensa popolare o in un ostello notturno o di finire a vivere con tutta la famiglia in un'automobile.

L'assurdo é inoltre quello che accade in qualche paese membro come l'Ungheria in cui da dicembre é stata approvata una legge che stabilisce di multare di 445 euro i senzatetto o imprigionare quelli che sono colti per più di una volta a dormire per strada. Questo purtroppo é un trend crescente in tutta Europa. Non vi sono quindi solamente l'indifferenza e il cinismo come l'altra faccia di questa emergenza - che già richiedono una vera pedagogia, un'educazione civica nelle scuole, nell'associazionismo, nei media, per allontanare il disprezzo o la paura verso gli indigenti - ma anche gli Stati a peggiorare già chi vive in una condizione d'indigenza. Si preferisce tralasciare questo problema o lasciare il tutto sulle spalle dei volontari. Questo l'ho ben capito quando ho trascorso una notte a Roma con i disagiati e i volontari dell'associazione Emmaus da cui ho imparato molto, anche riguardo la solitudine in cui vengono lasciati.

Lo status di 'senza tetto', in cui una persona per lungo tempo non ha un luogo di residenza, è assurdo. Negando la residenza, si precludono ai senzatetto il diritto alla salute e l'esercizio del diritto di voto oltre a una serie di corollari indispensabili come pattuire un contratto, avviare una propria attività, accedere all’assistenza sanitaria, presentare una domanda come nullatenente per l'accesso all'edilizia popolare, iscrivere un figlio a scuola e ottenere prestazioni previdenziali e assistenziali.

Infine in una generazione "precaria" e mutevole come la nostra, la povertà sta interessando sempre più giovani e in Europa non possiamo accettare questa situazione, o far finta che il problema esista solo nel periodo invernale. Con questo incontro vogliamo acquistare una maggiore consapevolezza europea per predisporre politiche di buone pratiche, per facilitare l’accesso ai fondi europei anche per affrontare l’esclusione sociale, per raccomandare agli Stati membri una tassazione sulle grandi e rare fortune e un accesso ai servizi essenziali per tutti. Soprattutto chiediamo che sia dato ascolto al profondo disagio che l'esclusione sociale provoca su anziani e giovani, cittadini europei e immigrati, avendo ben chiaro una realtà che troppo spesso in certi palazzi preferiamo ignorare.

Non é possibile far finta di niente, é questione d'identità: Europa solidale, qualcuno direbbe cristiana, altri dignitosa.

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