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Basta con un ruolo passivo dell'Italia

Benvenuto Ministro! E' questo quello che ho pensato entrando nella sala dell'incontro con il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero che si é tenuto oggi al Parlamento di Bruxelles. Una riunione importante quello odierna perché dobbiamo contare di più in Europa e fare gioco di squadra. Sembra che ce ne saranno altri di appuntamenti e questo ce lo auguriamo rispetto all'assenza di un rappresentante dell'Europa negli anni scorsi o di un'abitudine di invocare l'Europa quando faceva comodo, per ignorarla con fastidio quando Bruxelles disapprovava le proprie iniziative. Siamo di fronte a un cambio di prospettiva.

 

Sembra, infatti, che Moavero vorrà dare sistematicità a questi incontri, e questo me lo auguro anche perché per la prima volta, grazie alle deleghe che gli sono state attribuite e allo stretto coordinamento con la direzione per l'integrazione europea del ministero degli Esteri, il suo dicastero riesce ad avere una visione d'insieme delle problematiche europee.

Certo oggi non sono stato con le mani in mano e con Gianluca Susta e Cristiana Muscardini ho chiesto e ottenuto un incontro urgente col nuovo ministro per gli Affari Europei, che si é tenuto a latere dell'incontro con tutti gli altri. Abbiamo chiesto così di moltiplicare gli sforzi per sbloccare la discussione in sede del Consiglio e procedere a una veloce adozione del Regolamento sul 'made in', come voluto dalla stragrande maggioranza del Parlamento europeo.

 

E' trascorso quasi un anno e mezzo dall'adozione da parte del Parlamento Europeo di questo Regolamento per la marcatura d'origine obbligatoria, che allineerebbe l'UE alle altre grandi regioni commerciali del mondo nel rendere obbligatoria l'etichettatura di dove un prodotto è stato fabbricato. Abbiamo chiesto così al ministro di farla finita con un ruolo passivo dell'Italia in seno al Consiglio e detto che apprezzeremo il suo impegno per rilanciare il negoziato a tutti i livelli. Occorre, infatti, investire della questione anche gli incontri bilaterali che il nostro paese ha con la Gran Bretagna e la Germania, che finora ostacolano l'adozione del provvedimento.

Questo Regolamento è una misura concreta, e a costo zero, che ci aiuterà a sostenere il nostro manifatturiero, premiando le aziende che non delocalizzano. Come siamo riusciti a convincere i nostri colleghi euro-deputati del nord Europa, occorre che anche il governo sappia utilizzare le ragioni giuste per superare le diffidenze di quei governi che ancora si ostinano a vedere nel provvedimento delle misure protezionistiche non tariffarie.

Persisterò ancora con gli altri due deputati nel portare avanti in tutte le sedi istituzionali e in tutti gli incontri con gli operatori economici l'importanza di una rapida adozione di questo regolamento. In gioco c'è un'informazione completa al consumatore, oggi tratto in inganno da prodotti d'immagine europea ma di fabbricazione extra-UE, e una crescita considerevole del PIL del manifatturiero italiano ed europeo, oltre che il salvataggio di numerosi posti di lavoro, una grande opportunità di riscatto per un settore che costituisce il nervo dell'economia reale dell'UE e che è stato così duramente provato dalla crisi.

 

BRUXELLES 24-1-2012