Sei in: Articoli AUGURI

AUGURI

Auguri a tutti voi, quale nobile auspicio,e mero enigma da sciogliere vi inoltro la Poesia "ANCOR GIOVE RAPISCE L'EUROPA" del mio amico Plinio Perilli.

ANCORA GIOVE RAPISCE EUROPA

Roma, dicembre 2011

1 –

Piega su piega, in geometria di gran garbo,

operose e gentili – queste mani – suggellano,

incartano ogni dono, le poesie tutte ed i romanzi

gemmati dall’affetto… A fianco un gran cilindro

trasparente di plastica, contiene, reclama in cuore

qualche spicciolo, una moneta di pietas: e giura

che quei soldini andranno in beneficenza, e

le MANI TESE leniranno almeno in briciole

il disagio immenso di un’Europa, anzi un intero

Mondo, dove i bisogni e i consumi – essenziali i primi,

voluttuari i secondi – più non collimano neanche in poesia.

2 –

Restano le statistiche, i calcoli glaciali dei banchieri,

che sentenziano di crisi e PIL, tassi d’inflazione,

recessione, spread, manovra – ogni grido o silenzio di

Cassandra che nessun eroe può più combattere,

nemmeno dubitare, addì dicembre 2011, ora che Europa

non son più né frontiere né eserciti, statue musei o

gallerie dell’arte – ma còmputi di Borsa, percentuali

che ci condannano o ci assolvono nello stesso modo…

La ragazza sorride e porge il pacco – confezione regalo.

“Mani Tese”, dice il salvadanaio in cui io ora getto, destino

assieme un euro e un sorriso… E forse mai come adesso

le Mani si vietano al tendersi, diniegano il consenso,

le mani che un tempo affratellavano a stretta ogni malessere.

3 –

Macerato lì in piedi, da Feltrinelli, a Galleria Colonna,

esco con quel pacchetto, quel “messaggio” fervido

(l’ultimo Ceronetti che piace a Nina, un’acre profezia

tardoumanista!), il sogno che la Poesia, almeno Lei, tenda

le mani e chiami fratello non solo il sogno ma anche

i problemi dell’altro, accettato, fotografato a specchio…

Via del Tritone danna sempre il traffico dentro se stesso,

e camminando a slalom tra macchine e destini, incrocio

grande un’edicola, e grandi, appesi a strillo, anche i titoli...

Giornali di tutta Europa che spiegano l’Europa, reclamano

od offendono, condannano o coalizzano: “L’EUROPA CHIEDE”

4 –

L’EUROPA CHIEDE, IMPONE RIGORE… L’Europa che

solo ieri l’altro, imponeva, esigeva passaporti, alzava muri

orrendi, difesi in armi da polizie aguzzine… L’Europa degli

Stati, non quella dei poeti! – talvolta anche in accordo, ed

euforia, utopia dell’amore… L’Europa degli artisti, mischiati,

raminghi per eccellere, esulati per estro… E in questa noi

crediamo, ed accettiamo i sacrifici dell’altra – che ci chiedono,

ci impongono le mani tese forse senza speranza, né ansia solidale.

L’Europa in fiamme di Atene, i cortei esplosivi di Roma o i

No Global di Londra, los indignados di Madrid, le proteste e i

sarcasmi di Parigi, certo i ferrei segreti finanziari di Berlino…

“IL PROGETTO PER SALVARE L’EURO”… “MILANO +4,6”

5 –

M’immergo nella metro, riscendo nella Storia come in un fiume

Perfido, Letè del Purgatorio, che giura purezza ma ti condanna

a lavarti, a battezzarti ogni colpa non tua, ogni ignominia o

illusione di progresso... Ancora Giove seduce, rapisce Europa,

diventato toro galoppa dove lui nemmeno sa, e ruba l’amore

che non merita solo perché lo esige. Come se l’arte meritasse

in premio i soldi dei banchieri, non più i versi dei suoi vati,

cicatrici e ferite degli eroi che combatterono perché Europa

fosse ancora musa divina, una principessa rispettata e fiorita

di bellezza, bellezza mito, fenicio rito quotato non ancora

in borsa ma egualmente nel paradiso che crede alle grandi

idee e nobili imprese… E lascia Giove nell’Olimpo, a lanciar

fulmini odioso, rancoroso – mentre i fanciulli greci, giù in piazza

(perché ogni piazza è loro, Dêmos Kratía che corre, ci corre

incontro!), si bacino finalmente in futuro, fioriscano giardino.

Plinio Perilli