Sono estremamente commosso per i drammatici episodi accaduti ieri. A Firenze a alla comunità senegalese fiorentina, colpita da un duplice omicidio che pare avere tutti i connotati non dei regolamenti di conti ma del più spietato razzismo, vanno la nostra solidarietà e le nostre condoglianze. Sono legato da anni ai senegalesi e al loro paese di origine, dove ho terminato i miei studi, e il 21 dicembre organizzerò in Toscana un evento nel quale saranno ricordate le due vittime di Piazza Dalmazia, due lavoratori che nessuna colpa avevano se non quella di un volto con il colore della pelle sbagliato per quella che sta diventando una cultura dominante. È significativo che molti fiorentini presenti all'omicidio abbiano tentato di reagire e bloccare l'assassino e abbiano subito pienamente collaborato con gli inquirenti ma che un duplice assassinio accada in piena città e con una tecnica da giustiziere, deve far riflettere tutti - istituzioni e cittadini, media e società civile - che si sta superando il livello di guardia nella criminalizzazione dell'immigrato, attraverso dichiarazioni pubbliche a sfondo xenofobo, ghettizzazioni, vessazioni nei confronti dei lavoratori ambulanti. Troppo spesso le forme attive di integrazione sono lasciate sulle spalle di pochi nel mondo della scuola e delle organizzazioni non governative. Adesso spetta alla città saper ricordare nel modo appropriato e con spirito di fratellanza questi giovani senegalesi che avevano lasciato le loro famiglie e il loro paese per un futuro migliore.

Agguato Firenze: Un dramma raccapricciante