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Contro la discriminazione per una vita indipendente

La Commissione Europea, sta elaborando una proposta di normativa volta a impedire la discriminazione nei confronti del mondo della disabilità in tutti settori della vita. Un passo importante verso quell'idea di società giusta e solidale. E’ necessario infatti mettere in pratica il principio di uguaglianza per le persone con disabilità nel mondo del lavoro, ma anche in settori quali l’istruzione, la salute, i beni e i servizi, i trasporti e le nuove tecnologie.

Come membro dell’Intergruppo sulla Disabilità del Parlamento Europeo ho deciso di proporre un gesto di confronto concreto tra le varie realtà e ho organizzato, mercoledì 15 giugno 2011, un secondo incontro sulla disabilità che ha aperto le porte ai rappresentati del mondo delle persone con disabilità e ha visto la partecipazione di Simona Giarratano dell'European Disability Forum (EDF), del Dott. Silvio Grieco della Direzione Giustizia della Commissione Europea, dei rappresentati di alcune associazioni tra cui AIM Rare, A.I.S.A. Lazio Onlus, Consequor (con Germano Tosi), oltre che dell’on.Giommaria Uggias, europarlamentare Idv, di Mario De Luca, Responsabile Dipartimento Politiche per il superamento della disabilità Idv e Carlo Rossetti, Presidente Onorario A.I.S.A. Onlus e esponente del dipartimento Disabilità Idv.

 

Non smetterò mai di ringraziare il gruppo dei testimoni e i loro accompagnatori che hanno attraversato l’Europa per partecipare all’evento. Sono persone coraggiose che portano quotidianamente addosso la pesantezza delle loro invalidità e si impegnano in società per non essere dimenticati.

Bisogna insistere, infatti, affinché ad ognuno di loro sia garantita una vita indipendente autogestita e autodeterminata, come scelta assistenziale alternativa, tramite un sostegno economico diretto alla persona. Dobbiamo poi sostenere delle politiche che consentiranno ai disabili di accedere più facilmente a determinati contesti. Internet, ad esempio, non è accessibile alle persone cieche visto che solamente il 5% dei siti web pubblici rispondono pienamente agli standard di accessibilità. Dobbiamo migliorare le opportunità di lavoro, di educazione e assicurare che i disabili non siano emarginati socialmente e non cadano nella trappola della povertà. Una tappa fondamentale, inoltre, è quella di uniformare le apparecchiature mediche, le certificazioni e gli attestati di invalidità in modo che siano validi ed utilizzabili in tutta l’Unione Europea e non solo nei singoli stati. Per questo ritengo che, come l'Ue ha imposto di uniformare i caricatori dei telefoni cellulari, si debba prevedere una norma simile per le prese degli apparecchi di respirazione assistita che invece ancora oggi differiscono e impediscono l'uso di un unico apparecchio in tutta Europa.

Mi auguro, infine, che la Commissione Europea lavori rapidamente per questa prima normativa contro le barriere architettoniche e tecnologiche e che questa si concretizzi in un regolamento in modo che sia direttamente applicabile sugli Stati Membri.

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